Archivi categoria: Gli eventi culturali a Roma

Roma, Carnevale cinematografico a La Rustica

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In quel del Quartiere La Rustica, zona Est della Capitale, ultimo baluardo del nuovo Municipio Roma V, ex VII, incastonato tra via Collatina e via Tiburtina, si rinnova anche quest’anno la tradizione del Carnevale, una tradizione che coinvolge tutta la Capitale da secoli.

Fino ai primi anni ’90 era il Comitato di Quartiere La Rustica a promuovere la festa, con le vie delle varie zone del Quartiere che si univano nella realizzazione dei Carri, che poi sfilavano nel corteo mascherato.

Il testimone venne poi raccolto dall’Associazione Culturale Vivirustica, che costruiva il carro e organizzava il corteo, che la domenica successiva si ripeteva a Tor Sapienza, partecipando alla storica iniziativa Carnevale e non solo, altro importante appuntamento carnascialesco di Roma Est.

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Nei primi anni del Secolo nuovo la tradizione del Carnevale rusticano non è certo venuta meno, seppur rinnovata nei promotori, fin quando l’Associazione Il Grillo Parlante ha raccolto questa eredità.

Ed eccoci all’oggi. Sabato 25 febbraio 2017 torna in piazza il rito, che coinvolge bambini e genitori, adulti e anziani, famiglie e associazione e organizzazioni del Quartiere. La novità consiste, e non è poco, nella collaborazione tra un numero assolutamente maggiore di organizzatori.

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Infatti, oltre ai Grilli, con il Patrocinio del Municipio Roma V, si sono uniti realtà del privato sociale, Una Famiglia per Te e Nuove Risposte, sempre partecipe come Voci e Suoni dei Periferia (Banda Rustica), la storica associazione Vivirustica, rinnovata nel logo e nel direttivo, Team Drivers, il Corso di Disegno e Pittura diretto dalla pittrice Daniela Melli, altra istituzione del quartiere, e la Biblioteca Popolare Liber Liber, cui vanno aggiunti il Roma Club 1990 Frecce Tricolori e la Polisportiva La Rustica.

Torna anche il Comitato di Quartiere La Rustica, recentemente rinnovato nell’organizzazione e nella presidenza, tra i promotori.

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Tutte organizzazioni note e meno note che operano da sempre o più recentemente a La Rustica, che si sono unite per una iniziativa che vuole essere sempre più bella.

La scelta del tema per le maschere e il carro è: Divertiamoci con il Cinema. Come sempre Daniela Melli si è messa a disposizione per aiutare grandi e piccoli nella creazione dell’abito a tema da indossare nella sfilata in maschera, che animerà le vie di La Rustica.

L’appuntamento, come di consueto, è in via Dameta 18, fronte la Casa delle Associazioni Lucio Conte, alle ore 14.30, da cui partirà il corteo che seguirà il Carro, il tutto accompagnato dalla musica de LaRusticaXBand, per raggiungere il Centro Anziani Vito Federici, in via Casal Bordino, dove alle 16.00 circa si rinnoverà l’augurale rogo del Re del Carnevale (meglio noto ai rusticani come La Pupazza).

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Poi tutti nel salone grande del Centro Anziani, dove anche quest’anno le danze degli abituali frequentatori lasceranno spazio ad una festa per i più piccoli, animata dallo staff de Il Coccodrillo Innamorato.

E se la pioggia volesse rovinare la festa? Niente paura, la festa si farà ugualmente, con appuntamento alle 15.30 al Centro Anziani. Niente può fermare il Carnevale a La Rustica. Chi lo ha detto che La Rustica, Tor Sapienza, sono solo sinonimo di degrado?

Ecco il percorso della sfilata: partenza Via Dameta 18, dritti per Largo Corelli, poi si svolta a destra per Via de La Rustica, verso il Parco Fabio Montagna, da lì si gira in via Aretusa e si risale per Via Atessa, si percorre un breve tratto di Via Vertunni per poi salire verso il Centro Anziani.

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Il Carnevale Romano

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Eccoci giunti al mese di febbraio, a cavallo tra le festività di Natale e la Pasqua, tra inverno e primavera.

Questo mese è anche sinonimo spesso, in base all’inizio della Quaresima ovvero in base a quando cade il mercoledì delle Ceneri, di Carnevale che quest’anno inizia secondo il calendario cattolico domenica 12, quando ha inizio il Tempo di Settuagesima o Tempo di Carnevale.

Secondo le regole della Chiesa Cattolica è il periodo di preparazione alla Quaresima, e ha termine con il Martedì Grasso, 28 febbraio, per il cosiddetto Rito Romano.

Mentre a Milano, dove si segue il Rito Ambrosiano, Carnevale termina quattro giorni dopo. I giorni clou della festa sono Giovedì Grasso, il 23 e appunto Martedì, il 28.

Le manifestazioni per il Carnevale di fatto hanno avuto inizio domenica 5.

Venezia, Viareggio, Cento, Fano, Putignano, sono certamente le località che ospitano le più rinomate sfilate di carri di carnevale.

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Carnevale di Tivoli

Anche il Lazio si difende bene in merito a tradizioni carnascialesche, con Frascati, Tivoli, Velletri, Pontecorvo, per restare nei pressi di Roma, Civita Castellana e Ronciglione, nella Tuscia, Frosinone per quanto riguarda la zona Sud della Regione.

E questo solo per citarne alcuni tra i più popolari di questa parte di Italia.

E nella Capitale?

Forse non tutti sanno che c’è stato un tempo in cui i festeggiamenti erano molto sentiti e partecipati, e dove gli eventi erano certamente di grande effetto, e coinvolgevano tutti i ceti.

Prima di andare a vedere quali sono gli appuntamenti per quest’anno, facciamo un breve salto nel passato.

Carnevale era già in voga nel Medioevo, dove i festeggiamenti duravano non oltre due giorni, giovedì grasso e domenica. Papa Martino V aggiunse un ulteriore giorno, per la caccia dei tori a Testaccio e in Agone, cui la nobiltà romana prendeva parte con cortei sfarzosi e carri allegorici.

Paolo II Barbo, nel XV Secolo, festaiolo e gaudente, prolungò ulteriormente la durata dei festeggiamenti del Carnevale a nove giorni.

Da Testaccio spostò alla via Alata, ribattezzata via del Corso, le corse, stabilendo a Piazza San Marco l’arrivo, dove si era fatto erigere un palazzo. Il lunedì gareggiavano gli ebrei, con partenza dall’arco di Portogallo. I ragazzi correvano il martedì, con partenza da San Marcello. Agli uomini toccava invece il mercoledì, dall’Arco di Portogallo, lungo via del Corso che oggi non esiste più.

Il palio degli asini si svolgeva sabato e quello dei bufali il martedì.


Rilevatore per trovare le lenti delle telecamere spia anche spente

Si svolgevano anche tornei di cavalieri, di cui una variante era il gioco dell’anello, il cui scopo consisteva nell’infilare con la lancia un anello e così un recipiente pieno di acqua si rovesciava sul cavaliere.

Al Monte Testaccio, all’epoca al confine sud-ovest e poco abitato, si svolgeva la ruzzola de li porci, abolita da Clemente I nel 1667. Successivamente diverse fonti parlano di cambiamenti apportati al calendario delle corse. Infatti si parla della partecipazione di persone con zoppi, nani, deformi.

Nel giardino di Palazzo San Marco, il giovedì grasso, il pontefice offriva un banchetto al Senatore e alla nomenclatura e nobiltà romana.

Sempre a lui si deve l’avvio dei festeggiamenti carnascialeschi con un magnifico corteo di maschere, avente a tema gli Eroi greci dell’Olimpo, in linea con la tendenza culturale dell’epoca, cui si aggiungevano fauni e amorini, ninfe, nonché un omaggio alla grandezza di Roma e del papa re.

Ed era quest’ultimo che ogni anno, con un editto, autorizzava il programma dei festeggiamenti presentato dalla magistratura romana.

Negli anni santi niente Carnevale, così come nel 1829 quando morì Leone XIII.

Dobbiamo tener presente un altro motivo di soppressione dei festeggiamenti era dettato da motivi di ordine pubblico. Il girare mascherati permetteva facile circolazione di sovversivi ecco che quando venivano prese decisioni impopolari, diversi papi decidevano di non far svolgere i festeggiamenti, inventando scuse. A travestirsi erano in molti.Le maschere erano di cera o di cartapesta. Di notte per motivi di sicurezza era proibito girare mascherati.

Anche gli appartenenti agli ordini religiosi potevano festeggiare, solo all’interno del proprio convento. Le monache di clausura potevano travestirsi con gli abiti dei propri confessori.

I festeggiamenti si chiudevano il Martedì Grasso con la Corsa dei Moccolotti.

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Corsa dei Barberi

Si correva portando candele o lumini tentando di spegnere la fiamma dell’altro. Abolita la corsa degli storpi, l’evento principale del Carnevale diviene la Corsa dei Barberi, ovvero cavalli berberi, imponenti e nerboruti. Si svolgeva ogni giorno, poco prima del tramonto. I cavalli venivano lanciati senza fantino da Piazza del Popolo, dove venivano montate delle tribune, e correvano fino a Piazza Venezia. Qui veniva steso un telone per frenare la corsa. Era compito dei barbareschi, mozzi di scuderia, tentare di riprendere i cavalli gettandosi tra di loro. Il premio consisteva in un drappo di stoffa preziosa e ricamata, la cui spesa era sostenuta dagli ebrei, e veniva consegnato al proprietario dell’equino. Dai balconi e ai lati di via del Corso la folla seguiva l’evento, non senza problemi di sicurezza vista la ristrettezza della strada.

Per questo motivo papa Alessandro II nel 1665 fece demolire l’arco del Portogallo. Re Vittorio Emanuele II pose fine alla corsa a seguito del decesso di un ragazzo che perse la vita nell’attraversare incautamente, nel 1874.

Con la fine della Corsa dei Barberi finì anche il Carnevale Romano. Per tutto il XX secolo non si registrano eventi carnascialeschi a livello cittadino mentre si sono moltiplicate le iniziative nei singoli quartieri, alcuni divenuti ormai tradizionali.

Gli ingredienti sono un tema cui attenersi per le maschere, una sfilata in costume per le vie del quartiere, dei carri artigianali e una festa finale, magari con l’augurale rogo della pupazza o del pupazzo.

Qualcuno di noi sarà certo coinvolto nell’organizzazione e nella preparazione, magari addirittura nella costruzione di un carro. Se è così e ci segnalate il “vostro carnevale” e ce lo raccontate, non indugeremo nel darne notizia.

Otto anni or sono è rinato il Carnevale Romano, grazie all’iniziativa di associazioni, artisti e semplici cittadini. Per quest’anno non v’è ancora notizia. Restiamo fiduciosi.

Stiamo pur tranquilli che le occasioni per ricordare e festeggiare non mancano di certo. Oltre quelli di Roma, alcuni riportati su www.060608.it, ci sono i carnevali entrati ormai nella tradizione, appuntamenti fissi.

Uno di questi è il Carnevale Tiburtino, sette sfilate a partire dal 12 con chiusura Martedì Grasso, animeranno i festeggiamenti della città di Tivoli, organizzati da Idee Creative con il Comune di Tivoli e l’Assessorato alla Cultura. Carri, cortei storici e sfilate in maschera. Grande festa finale la domenica, al centro di Tivoli, con concerto e dj set.

Il Carnevale Tiburtino ha origine alla fine del ‘500, vale a dire da quando il Cardinale Ippolito D’Este  stabilisce definitivamente la residenza a Tivoli, all’epoca una piccola cittadina abitata dal clero e da contadini, dove l’antico ceto nobile si era impoverito e dove la vita era semplice. Il Cardinale invitò a Tivoli personaggi nobili del tempo per i festeggiamenti del Carnevale, con sfilate di carri allegorici.

Subito dopo l’unificazione dell’Italia i tiburtini presero l’abitudine di festeggiare, oltre che con balli già in uso nelle famiglie nobili, con carri allegorici che montavano figure di carta pesta. Erano fatti talmente bene che richiamavo molte persone durante le sfilate. Le popolane si sfidavano in gare di tamburellate, tanto che proprio il tamburello divenne lo strumento del Carnevale Tiburtino.

Ed erano questi duelli a stornellate che aprivano il 17 gennaio le feste. In precedenza teatro del carnevale era vicino alla Cattedrale, in quella che oggi è piazza Domenico Tani, importante centro del commercio tiburtino, dove veniva bruciato il Carnevale, un pupazzo di carta pesta. Il giorno dopo si espiavano i peccati carnevaleschi con la cerimonia delle ceneri.

Nell’attuale Piazza del Plebiscito, allora Piazza della Regina, il falò si sposta dopo il 1870. Con la guerra il Carnevale si ferma, per riprendere dopo il 1933 con l’avvento al potere del fascismo che tutto controllava e gestiva. La storia ci ha riportato quanto questo regime tendesse alla retorica della grandezza e non fu di meno per il carnevale, compreso il nostro.   

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Sabato sera ai Musei Capitolini

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Questo fine settimana i Musei Capitolini raddoppiano. Non solo domenica 5 febbraio saranno gratis, da sabato 4 tornano le aperture straordinarie.

Al costo di 1,00 euro. il sabato sera dalle 20 alle 24 , si entra fino alle ore 23, oltre a poter visitare mostre e collezioni permanenti, si potrà partecipare alle attività. Nei piccoli musei si potrà partecipare gratuitamente alle iniziative in programma il sabato e domenica.

Prima occasione non poteva essere che un’allegra festa di carnevale, con maschere, musica, danze, canti e strumenti della tradizione.

Questo il programma:

  • Sala Esedra – Ore 21.00 e 23.15

Orchestra Popolare Italiana

Coro Popolare di 80 elementi accompagnati da orchestra, diretto da Anna Rita Colaianni

Maschere tradizioni irpine

ogni evento avrà durata di 15/20 minuti circa

  • Palazzo Nuovo Ore 21.30 e 22.30

 Trio di violino, ghironda, organetto e ciaramella dell’Orchestra Popolare Italiana


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  • Sala Pietro da Cortona ore 22.00

Orchestra Popolare Italiana

Maschere tradizionali irpine

due voci soliste saranno accompagnate da tamburello, contrabbasso, chitarra, fiati e organetto.

L’apertura serale sarà l’occasione per ammirare la Lupa Capitolina, lo Spinario, la statua equestre di Marco Aurelio, le opere di Guercino e Caravaggio, e visitare le mostre in corso quali Loenardo e il Volo. Il manoscritto originale del Codice e un’esperiLocalizzatore con calamite, contenitore stagno, controllabile da cellulare, antenna interna, lunga autonomia, avvisi in tempo reale geofence e movimento.enza multimediale e 3D, che contiene la raccolta delle intuizioni del Genio sul volo.

Al Palazzo dei Conservatori, al piano terra, potremo ammirare L’Annunciazione, dell’artista ellenico El Greco.

Il programma degli eventi prosegue fino al 25 marzo presso la Casa del Jazz, Il Teatro di Roma, Accademia Nazionale di Santa Cecilia e Fondazione Musica per Roma.

Nei Piccoli Musei, ad ingresso gratuito, gli eventi sono realizzati in collaborazione con Roma Tre Orchestra. Il primo appuntamento è per sabato 4 alle 11.30 al Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco Il salotto musicale di metà Ottocento, parte prima, per rivivere l’atmosfera dei salotti delle case signorili. All’arpa Augusta Giraldi e Chiara Burattini al violoncello. Il programma prevede:

  1. Mendelssohn-Bartholdy: Romanza senza parole op.109
  • Schumann: Langsam, dai Cinque pezzi in stile popolare op.102 per violoncello e pianoforte
  • Faur: Sicilienne op. 78
  • Damase: Sonata per violoncello ed arpa
  • Gabrielli: Sonata n.1

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Roma: Musei gratis ogni prima domenica del mese. Ecco l’elenco completo

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Nuovo appuntamento con i musei gratis a Roma fissato per il prossimo 5 febbraio, come ogni prima domenica del mese.

Si ricorda che nella gratuità non sono, in genere, comprese le visite alle mostre, che son ospitate all’interno della struttura.

Al momento la lista dei musei statali, che consentono l’entrata gratuita è la seguente:


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  • Museo nazionale di Palazzo Venezia
  • Museo nazionale di Castel Sant’Angelo (ingresso contingentato)
  • Museo nazionale d’Arte Orientale “G. Tucci”
  • Museo nazionale Preistorico Etnografico “L. Pigorini”
  • Museo nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari
  • Museo nazionale dell’Alto Medioevo
  • Museo nazionale degli Strumenti Musicali
  • Colosseo e Foro Romano / Palatino (ingresso contingentato)
  • Domus Aurea (visita al cantiere di restauro con prenotazione obbligatoria)
  • Museo nazionale Romano (Palazzo Massimo, Palazzo Altemps, Crypta Balbi, Terme di Diocleziano)
  • Galleria Borghese (sempre obbligatoria la prenotazione)
  • Museo nazionale Etrusco di Villa Giulia
  • Galleria Nazionale Arte Moderna
  • Museo Boncompagni Ludovisi
  • Museo HC Andersen
  • Museo M. Praz
  • Galleria nazionale d’Arte Antica Palazzo Barberini
  • Galleria nazionale d’Arte Antica Palazzo Corsini
  • Galleria Spada
  • Scavi di Ostia Antica
  • Museo Ostiense
  • Terme di Caracalla
  • Mausoleo di Cecilia Metella
  • Villa dei Quintili
  • Santa Maria Nova sull’Appia Antica
  • Villa Adriana a Tivoli
  • Villa d’Este a Tivoli

In ogni caso, è preferibile sempre chiamare il museo, che si intende visitare, prima di andare, per avere conferma della sua apertura, degli orari e di quant’altro occorre sapere quando si intende fare una visita culturale.

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Roma, Domus Aurea. Dal prossimo 4 febbraio riprendono le visite al cantiere con realtà virtuale

 

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A partire dal prossimo 4 febbraio e fino al 31 dicembre sarà possibile visitare la zona del cantiere di restauro della Domus Aurea, antica residenza dell’Imperatore Nerone, chiusa al pubblico dal 2006.

Ogni sabato e domenica, infatti, dalle 9.00 alle 16.45 (ultimo ingresso alle 15.30), l’appuntamento sarà in Viale della Domus Aurea 1 e da qui partirà il giro.Localizzatore satellitare per monitorare i spostamenti in tempo reale


Grazie, dunque, all’ausilio di una guida esperta e di sofisticati apparecchi di realtà virtuale, i visitatori, in una sorta di viaggio spazio temporale, potranno ammirare l’antico splendore del sito, lungo un percorso strutturato in 12 tappe e che propone:

proiezione emozionale riguardante la storia della Domus Aurea nella galleria d’ingresso
– realizzazione di una istallazione in realtà virtuale all’interno della Sala della volta dorata

Il costo della visita guidata – che può essere in lingua italiana o inglese, francese e spagnolo a seconda delle necessità – è di € 14,00 a persona più diritto di prenotazione (€ 2,00).  I bambini al di sotto dei 6 anni non pagano il biglietto.


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Il dettaglio degli orari e delle condizioni di acquisto dei biglietti li trovate a questo link.

Maggiori informazioni sulla Domus Aurea, invece, le potete trovare sul sito istituzionale di Roma Capitale alla pagina dedicata all’evento.

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Roma, domenica 29 gennaio: visita guidata gratuita di Palazzo Senatorio

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Domenica prossima sarà possibile visitare gratuitamente e con l’ausilio di una guida Palazzo Senatorio, così come messo in programma da parte dell’Amministrazione capitolina per ogni ultima domenica del mese.

Si inizia a partire dalle ore 10.00 e, con cadenza di 30 minuti (tanto dura la visita guidata), gruppi composti da 20-25 visitatori saranno accompagnati all’interno del Campidoglio, fino alle ore 18.00. Ultimo ingresso, quindi, alle ore 17.30.


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L’itinerario prende avvio dal lato dell’ingresso di Sisto IV e si svolge lungo la Sala del Carroccio, la Galleria Sisto IV, il Tempio di Veiove, l’anticamera e lo studio del Sindaco, il Salotto dell’Orologio, la Sala dell’Arazzo, la Sala delle Bandiere, l’Aula di Giulio Cesare, la Piccola Protomoteca per terminare, infine, nella Sala della Protomoteca.

Per maggiori informazioni contattare il numero 060606, che è attivo tutti i giorni e in qualsiasi orario.

 

“Il dono e l’arte” Mostra a favore delle popolazioni colpite dal terremoto

Foto tratta da Lapresse.it che ringraziamo
Foto tratta da Lapresse.it che ringraziamo

Si terrà a Roma nelle giornate del 27, 28 e 29 gennaio prossimi la mostra pittorica intitolata Il dono e l’arte, organizzata a sostegno delle popolazioni di Amatrice e di Visso, colpite dal terremoto, che a tutt’oggi, ancora, non accenna ad arrestarsi.

Promotori dell’iniziativa la Fondazione Emanuela Panetti onlus e l’Associazione Donatori sangue onlus Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Di seguito, vi riportiamo perciò proprio le dichiarazioni della presidentessa della Fondazione Emanuela Panetti onlus, Maria Teresa Savastani che ha dichiarato: “L’evento vuole essere una “mano tesa” nei confronti dei territori colpiti dal sisma e delle popolazioni che stanno vivendo un dramma che non ha precedenti nella storia degli ultimi decenni d’Italia. Ci siamo rivolti, attraverso un avviso pubblico, a decine di artisti, che approfitto dell’occasione per ringraziare, i quali hanno messo a disposizione il loro talento per l’esposizione di due opere ciascuno.

Per impreziosire l’allestimento abbiamo pensato, insieme all’altra ONLUS organizzatrice dell’evento, l’Associazione Donatori di Sangue della Presidenza del Consiglio dei Ministri, anche ad una location straordinaria, il complesso monumentale dell’ex ospedale delle donne in piazza San Giovanni in Laterano, eccezionalmente aperto per l’occasione.

Ci aspettiamo un’adesione la più larga possibile, per dare un aiuto concreto alle comunità di Amatrice e Visso.

A tal fine, facciamo presente che andremo a finanziare dei concreti progetti di solidarietà in collaborazione con le amministrazioni comunali. Da sempre, il nostro biglietto da visita è quello della massima trasparenza nell’utilizzo delle donazioni e dei contributi. Vogliamo proseguire, ovviamente, in questa tradizione e con questo spirito vi aspettiamo in piazza San Giovanni“.


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L’evento, che si terrà – come già anticipato – a Piazzale San Giovanni in Laterano, 74 (all’interno del Complesso monumentale dell’Antico Ospedale delle Donne) e al quale prenderanno parte sia pittori professionisti, che anche giovani emergenti, è ad ingresso gratuito.

Visitando la mostra sarà, però, possibile acquistare dei biglietti della lotteria, al costo di € 2,50 l’uno, il cui ricavato della vendita andrà proprio a sostegno degli abitanti di questi due centri del Lazio.

Premi in palio della lotteria proprio le opere pittoriche protagoniste della manifestazione.

Tre giorni, perciò, dedicati all’arte ed alla solidarietà per non dimenticare che parte del nostro Paese lotta ancora per una quotidianità difficile e che mette a dura prova.

Non lasciare soli gli abitanti di Amatrice e Visso è un dovere di tutti quanti. L’arte, per il prossimo fine settimana, ha deciso, allora, di farlo così!

Capodanno Cinese di Roma

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Non tutti i calendari sono uguali, e non per tutti l’anno ha inizio il primo gennaio. Sicuramente in Cina il capodanno non coincide con il nostro, proprio per via della tipologia di calendario, che è lunisolare.

Infatti, a differenza del nostro, i mesi iniziano ogni nuovo novilunio, questo comporta che l’inizio del primo mese può addirittura slittare di 29 giorni e di conseguenza il capodanno.

Ed ecco che il nuovo anno cinese avrà inizio il 28 gennaio 2017.

Anni e zodiaco cinese sono strettamente legati e questo sarà quello del Gallo e quindi sarà più fortunato chi non è di questo segno infatti, secondo l’oroscopo cinese l’anno del segno di nascita sarò il più sfortunato sotto ogni aspetto.

Il Capodanno Cinese è detto anche Capodanno Lunare o Festa della Primavera.

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La tradizione legata ai festeggiamenti risale a oltre 4000 anni fa, ed è legata al rito propiziatorio in cui si presentavano sacrifici agli dei per disporli alla benevolenza, e veniva effettuato a fine anno.

Il rosso è il colore dominante legato a questo evento, in quanto considerato assai portafortuna e tradizione vuole che lanterne e ninnoli vengano appesi fuori dalle case.

Il colore rosso è legato anche alla leggenda del demone Nian che l’ultimo giorno del dodicesimo mese lunare era solito effettuare scorribande nelle campagne, terrorizzando i contadini.

In una di queste incursioni Nian si imbatte in due mandriani che stavano gareggiando con un nerbo di bue, cercando di farlo schioccare il più forte possibile. Il suono prodotto spaventò il demone che passò oltre.

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Mentre si apprestava ad assaltare una casa venne accecato dalla vista di un abito rosso fuoco appeso fuori dalla porta e fuggì via. Si scoprì così che Nian teme lo schiocco del nerbo e il colore rosso.

Ecco che è nata la consuetudine di far esplodere petardi e fuochi di artificio e a vestire di rosso l’ultimo giorno dell’anno, come avviene ancora oggi.

Anche a Roma la nutrita comunità cinese festeggia tradizionalmente il capodanno. Quest’anno il programma prevede alle 14.30 una parata che partirà da via del Corso per raggiungere piazza del Popolo.

Seguirà alle ore 15.00 una esibizione di arti marziali e acrobazie. A seguire spettacolo di giochi pirotecnici.

Tutte le informazioni utili sul sito dell’Ambasciata cinese e sulla pagina facebook dedicata all’evento.

Il 27 Gennaio è la Giornata della Memoria

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Il primo Novembre 2015 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha istituito la Giornata Internazionale della Memoria, fissandola al 27 gennaio.

Nello stesso giorno del 1945 le truppe dell’Armata Rossa liberarono il campo di concentramento nazista di Auschwitz, nei pressi della città polacca di Oswiecim (Auschwitz in tedesco).

Il 27 gennaio in Italia si ricordano le vittime dell’Olocausto e delle leggi fascistissime, le leggi razziali a seguito delle quali sono stati deportati i politici italiani e chi, mettendo a repentaglio la propria vita, si è adoperato a favore dei perseguitati ebrei.

Diverse sono le iniziative organizzate a Roma, da presentazione di libri a proiezioni a per celebrare la giornata, dal 16 gennaio al 28 febbraio.

Qui ne segnaliamo solo alcuni, elenco completo sul sito istituzionale di Roma Capitale 060608  in Giorno della Memoria, nella categoria Eventi e Spettacoli.

Partiamo, quindi, dalle iniziative promosse dalla Biblioteche del circuito comunale, sparse un po’ su tutta Roma, all’interno delle quali le iniziative termineranno il 28 febbraio .

Anche la storica Corsa di Miguel quest’anno seguirà un percorso speciale, tanto che, il 22 gennaio, si trasformerà nella Run for Mem, per la prima volta in Europa, una corsa attraverso i luoghi della memoria per ricordare nel futuro.

Come sempre saranno due le corse, quella di km 10 per gli atleti e la stracittadina, per tutti, di km 3,5.

Per entrambe la partenza sarà da Piazza 16 Ottobre 1943 al Portico d’ Ottavia. Il nome della piazza ricorda l’ingresso dei nazisti al Portico per dare il via ai rastrellamenti degli abitanti ebrei. Prima tappa del percorso sarà Piazza Santa Maria Liberatrice, Giardini Di Consiglio, a Testaccio.


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L’area verde è stata inaugurata nel 2004, in ricordo della famiglia Di Consiglio tra i trucidati delle Fosse Ardeatine, si salvò solo il quattordicenne Ennio gettandosi dal camion.

Si prosegue per il Rione Monti, facendo tappa a via Urbana, per ricordare Don Pietro Pappagallo, vice parroco della Basilica di San Giovanni in Laterano, famoso per il suo impegno a favore di partigiani, soldati, ebrei, alleati, perseguitati in genere dal regime.

Il 29 gennaio del 1944 venne arrestato dalle SS e anche lui giustiziato il 24 marzo alle Fosse Ardeatine.

La successiva fermata sarà in Piazza degli Zingari, dove si sosterà sotto la lapide commemorativa posta nel 2001 dal Comune di Roma per ricordare la persecuzione cui sono stati sottoposto i Rom e i Sinti.

Ultima fermata, via Tasso, Museo della Liberazione, il primo nucleo venne inaugurato il 4 giugno 1955 dal Presidente della Repubblica Gronchi,

L’edificio è stato prigione per oltre 2000 antifascisti, in gran parte poi fucilati alle Fosse Ardeatine. Fu sede della Polizia di sicurezza nazista con a capo Kappler.
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La stracittadina fermerà a Via della Lungara, Regina Coeli. Il 4 gennaio del 1944 furono quasi 300 i romani che lasciato il carcere per raggiungere il campo di Mauthausen.

Passerà, quindi, per Largo 16 ottobre 1943, dove una lapide ricorda il dramma della famiglia Calò, che trovò la morte ad Auschwitz. Il Sig. Calò si è salvato perché era uscito a prendere le sigarette.

Terza ed ultima sosta a Piazza San Bartolomeo all’Isola Tiberina. Qui trovarono rifugio e salvezza ebrei e romani. Sempre sull’Isola ha operato un medico, il Dottor Borromeo, mettendo costantemente a rischio la propria vita.

Entrambe le corse hanno inizio e fine al Portico D’Ottavia.

Maggiori informazioni sono reperibili a questo link.

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Concludiamo con la segnalazione della Settimana della Memoria, dal 23 gennaio al 01 febbraio, presso Casa della Memoria e della Storia, a via di San Francesco di Sales, 5 a Trastevere.

Qui sarà possibile assistere gratuitamente a seminari, proiezioni film, iniziative per le scuole.

Il 23 gennaio alle 17 sarà presentato il libro I segreti del Quarto Reich, di Guido Caldiron edito da Newton Compton, mentre mercoledì primo febbraio, alle ore 17.45 verrà inaugurata la mostra Shoah la percezione e lo sguardo contemporaneo nella fotografia e nella grafica d’arte, a cura di Bianca Cimiotta Lami, Toni Gorbasso e Giorgia Pilozzi.

Il racconto della Shoah attraverso fotografie e opere grafiche.

Un calendario ricco di eventi e iniziative per conoscere, ricordare e non dimenticare.

Conoscere Picasso in duecento fotografie

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Picasso Images. Le opere, l’artista, il personaggio, è il titolo della mostra dedicata al pittore spagnolo   Pablo Ruiz y Picasso, noto al mondo come Pablo Picasso, ospitata dal Museo Ara Pacis di Roma.

L’esposizione, aperta il 14 ottobre 2016 e terminerà il 19 febbraio 2017, racconta non solo il percorso dell’artista ma anche dell’uomo, attraverso una ricca selezione di immagini, il cui cuore è costituito da circa duecento fotografie, accompagnate da sculture, dipinti e opere grafiche  provenienti dal Musèe National Picasso – Paris.

Il percorso espositivo si articola in tre sezioni, ove vengono indagati i rapporti di Picasso con la fotografia.

Dai primi tentativi di utilizzo del mezzo espressivo per scoprire e conoscere il mondo fuori, all’utilizzo della fotografia per documentare lo stato delle opere, alle collaborazioni con diversi fotografi, per ultima la sua compagna.

La terza sezione è dedicata al racconto del Picasso artista ormai maturo e affermato, della sua immagine.

La mostra, progettata da Electa in collaborazione con il Musée national Picasso-Paris ed organizzata insieme a Zètema Progetto Cultura, è curata da Violette Andres e Anne de Mondenard e promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.

È possibile visitarla tutti i giorni dalle 09.30 alle 19.30 presso lo Spazio espositivo del Museo dell’Ara Pacis.

Il biglietto per la sola mostra ha un costo di € 11,00 intero, mentre il ridotto è di € 9,00.

Per tutte le info è possibile consultare il sito del Museo dell’Ara Pacis.

Per chi usa i social Twitter: #Picassolmages @museiincomune oppure potete chiamare il numero di telefono 060608 dalle 09.00 alle 21.00.