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Pioggia di petali rosa al Pantheon

pioggia petali

Nella tradizione cristiano-cattolica il cinquantesimo giorno dopo la Pasqua lo Spirito Santo scese  sulla testa degli Apostoli.

È la Pentecoste, che quest’anno cade domenica 4 giugno, giorno in cui, come da antica tradizione, a Roma nel Pantheon pioveranno rose.

Uno spettacolo unico e suggestivo. Alle ore 10.30 verrà celebrata la messa al termine della quale, alle ore 12.00 circa, una squadra di Vigili del Fuoco salirà sul tetto del Pantheon dove, dall’oculus, faranno piovere petali di rosa sulle persone presenti.

cupola con oculus

L’oculus, appunto, un occhio del diametro di 9 metri, a simboleggiare un canale diretto con le divinità, non dimentichiamo che è stato fatto costruire dall’imperatore Adriano sui resti di un tempio pagano eretto nel 27 a.C., come alleggerimento della cupola.

La pioggia vera non entra perché ogni goccia si dissolve al contatto con l’aria che esce.

Nel 609 diviene basilica cristiana prendendo il nome di Santa Maria ad Martyres.

Nel 1870 è divenuto sacrario dei re d’Italia. In esso sono sepolti Vittorio Emanuele II, Umberto I e Margherita di Savoia e Raffaello Sanzio.

Il Pantheon è visitabile tutti i giorni, dalle ore 9 alle 13, la domenica fino alle 18. per maggiori informazioni si rimanda al sito istituzionale del monumento.

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Gnam. Riparte da Roma il Festival Europeo del Cibo di Strada

fritti

Parte oggi il Festival Europeo del Cibo di Strada dall’Eur, viale Oceania, per concludersi il 17 luglio a Martina Franca, passando per Trani.

Fino al 14 maggio potremo gustare ottimo cibo locale di strada, italiano e non.

Dalla bombetta al cartoggio, passando per la frittura, gli arancini e la granita al limone, il panzerotto e gli arrosticini.

Non mancheranno i churros e la pita, i tacos e i burrito.

tacos

Un viaggio alla scoperta o riscoperta delle tradizioni culinarie di tutto il mondo. La grande festa gastronomia ha visto gli esordi nel 2014 con ottima partecipazione. Il successo della manifestazione è stato confermato negli anni successivi.

Non mancheranno degustazioni, incontri e la musica di artisti di strada.


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Prepariamoci quindi a gustare i migliori cibi di strada argentini, messicani, greci, spagnoli, brasiliani, tedeschi, abruzzesi, pugliesi, siciliani, liguri, emiliani, toscani, campani, marchigiani, preparati e raccontati sul momento.

Ricapitolando, l’appuntamento è dall’11 al 14 maggio in viale Oceania, all’Eur, nei seguenti orari:

  • Giovedì dalle ore 18.00 alle ore 24.00
  •  Venerdì dalle ore 11.00 alle ore 24.00
  •  Sabato dalle ore 11.00 alle ore 24.00
  •  Domenica dalle ore 11.00 alle ore 24.00

Per maggiori informazioni è possibile inviare una mail all’indirizzo di posta elettronica info@gnamfest.com oppure visitare il sito istituzionale dell’evento

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Riapre il Bunker di Villa Ada senza prenotazioni

mappa villa ada

Villa Ada Savoia, 160 ettari di  parco a nord di Roma, comprende Monte Antenne, Monte della Finanziera, Colle del Roccolo e Colle delle Cavalli Madri, è considerato un patrimonio storico-naturalistico. Nella parte più settentrionale troviamo Forte Antenne, il cui nome trae origine dall’antica città di Antemnae, (ante amnem, davanti al fiume), dove Tevere e Aniene si incontrano all’altezza di Ponte Salario.

A Villa Ada transita anche in parte l’Acquedotto Vergine, che porta acqua alla Barcaccia di Piazza di Spagna, che ha origine da Salone, Est di Roma, sulla via Collatina. Lungo la via Salaria troviamo anche le Catacombe di Santa Priscilla, visitabili. Alla metà del XVI secolo si parla di due casali, campi e vigne.


Qui dimorò il Principe Pallavicini, che fece costruire il Casale e il Tempio di Flora e il Belvedere. Intorno al 1839 prende il nome di Villa Potenziani, dal nome del nuovo proprietario. Tra il 1872 e il 1878 nasce Villa Savoia, a seguito dell’acquisto da parte di Re Vittorio Emanuele II, che ingrandisce la precedente. Successivamente viene venduta da Re Umberto I  la vende all’amministratore dei beni della casa reale, che gli da il nome della moglie, diviene così Villa Ada. Dopo altri due passaggi torna ai Savoia, con Vittorio Emanuele III, che ne fa la sede ufficiale nel 1919, per poi lasciarla definitivamente l’8 settembre 1943. Tra il ’44 e il ’46 viene occupata dal Comando Tedesco e dopo la Liberazione dalle Forze Alleate.

È il 1958 quando 38 ettari della Villa aprono al pubblico dopo essere stati consegnati al Comune di Roma. Diviene interamente patrimonio comunale, ad eccezione della Palazzina Reale, nel 1996, che l’anno successivo diventa di proprietà della Repubblica Araba d’Egitto, già sede dell’Ambasciata dagli anni ’50. Gesto di riconoscenza dei Savoia per l’accoglienza ricevuta nell’esilio.

via di fuga

Abbiamo detto che la villa è stata la dimora ufficiale dei Savoia, che nei sotterranei ricavarono un rifugio antiaereo. Fu Mussolini che verosimilmente tra il ’40 e il ’41, non sono stati trovati documenti al riguardo, fece costruire quello che oggi chiamiamo il Bunker di Villa Ada, preoccupato della sua sicurezza, della famiglia e dei reali, a 350 metri a nord della Palazzina. L’accesso venne realizzato a livello, e vi potevano accedere anche autovetture. In caso di attacco aereo non era certo consigliato percorrere la distanza a piedi. Percorrendo una breve galleria, un paio di curve, si arriva alla massiccio portone a due ante, di 1.800 kg cadauna, fatte di cemento colato nel ferro.

Il rifugio si compone di due stanze e una camera ad alta pressione, attrezzata con filtri per depurazione e ricambio aria, e un sistema di areazione azionata da delle biciclette statiche, elettrovenitlatori a pedaliere, in caso di malfunzionamento o interruzione di energia elettrica.

Lo spazio per gli automezzi è circolare, amplio, con lo spazio per tre vetture. Due bagni, un anticamera e due stanze di servizio completano il tutto. La via di fuga secondaria era raggiungibile salendo una scala a chiocciola di 40 gradini.

portone ingresso

Il rifugio è caduto nel dimenticatoio per 70 anni, era assunto alle cronache come il Bunker del Diavolo, regno di vandali, mendicanti e writers. Si è presunto che sia stato utilizzato per riti tipo satanico, considerate le scritte e i disegni inneggianti a satana. Il Comune di Roma ha installato una cancellata nel 2012 per porre fine a tale scempio. I lavori di recupero sono iniziati nel 2015 grazie all’Associazione Roma Sotterranea, sotto la supervisione della Sovrintendenza Capitolina.

Il 24 marzo del 2016 la riapertura al pubblico che, per motivi legati alla posizione, non è continuativa.

Oltre alla normale programmazione delle visite, sono state previste delle aperture speciali, senza prenotazione, nei giorni 25 aprile, 1 maggio, 21 maggio, 2 giugno, 18 giugno, 16 luglio, dalle ore 14 alle ore 19 come ultimo ingresso. La visita, libera e senza guida, avrà un costo di € 5,00 e sarà gratuita per i bambini sotto i 10 anni. Una passeggiata a Villa Ada con annessa visita del rifugio, non è di poca cosa.

Per tutte le informazioni e per le visite guidate, consultare il sito istituzionale dell’evento.

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Roma festeggia il compleanno con la riapertura del Roseto Comunale

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Siamo ormai a primavera e in occasione e proprio il giorno del compleanno di Roma, il 21 aprile, riapre il Roseto Comunale.

Fino al 18 giugno sarà possibile perdersi tra colori e profumi, tutti i giorni,  domenica e festivi compresi, dalle 08.30 alle 19.30. Parliamo di 1.100 varietà di rose, antiche e moderne, provenienti da tutte le latitudini del pianeta.

Tra queste ci sono rose botaniche, ovvero primordiali risalenti a oltre 40 milioni di anni fa, e le rose antiche e ovviamente le rose moderne. Il Roseto ospita il Concorso Internazionale Premio Roma, che apre la serie di eventi internazionali dedicati alle rose. Situato in un luogo di sicuro fascino, alle pendici dell’Aventino, sopra al Circo Massimo e con vista sul Palatino, luogo che già dal III° secolo a.C. è dedicato downloadai fiori.

Nel 1645 diventa l’orto degli Ebrei, ospitante il piccolo cimitero della comunità. Dal 1934 al 1950, anno in cui diviene la sede del roseto comunale, l’area rimane incolta. Prima si trovava al Colle Oppio, aperto nel 1932  da un’idea della contessa Mary Gailey Senni, americana che aveva sposato un conte italiano, e andò distrutto nella Seconda Guerra Mondiale.

I viali che lo attraversano hanno la forma dei bracci della menorah, candelabro simbolo dell’Ebraismo e all’ingresso venne posta una stele che ne ricorda la precedente destinazione.

stele ingresso

Questo in omaggio alla comunità ebraica che aveva permesso di creare il roseto in quello che fu un loro luogo sacro. Seguendo la pendenza del terreno il giardino ha forma di anfiteatro.

L’area destinata al concorso è la più piccola, in basso, e accoglie anche la collezione delle rose vincenti, a partire dal 1933, anno della prima edizione del Premio Roma svoltasi a Colle Oppio.

L’ingresso al Roseto, Via di Valle Murcia, 6, è libero e gratuito. E’ possibile effettuare visite guidate su prenotazione. Tutte le info chiamando lo  065746810 o inviando una mail all’indirizzo rosetoromacapitale@comune.roma.it.

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Buon 2270° compleanno, Roma

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Dal villaggio di pastori sulla riva del biondo fiume alla metropoli odierna, ne sono passati di secoli e di acqua sotto i ponti del Tevere. E’ iniziata ieri la quattro giorni di festeggiamenti. Oggi è il 2270esimo Natale di Roma.

Il programma prevede un ricco calendario di eventi e il 21 aprile l’ingresso ai Musei Civici e delle Aree Archeologiche è gratuito per tutti, tranne Ara Pacis, Planetario e Museo di Roma. Si comincia oggi alla Sala della Protomoteca dove dalle 16 alle 19 si volgerà una maratona di lettura dei sonetti del Belli, organizzata dalla Sovrintendenza Capitolina, Archivio Storico Capitolino e dal Centro Studi Giuseppe Gioacchino Belli.

Leggeranno romani, cittadini italiani ed europei, essendo oggi  il Belli il poeta italiano più tradotto dopo Dante.

Sempre nello stesso giorno, alle ore 17.00, si terrà il concerto Aeterna Roma, sulla Piazza del Campidoglio, in collaborazione con il coro polifonico Romane Voces. Il 21 aprile le celebrazioni si apriranno alle ore 09.00 in Campidoglio dove nella Sala della Protomoteca si terrà il seminario internazionale di studi storici Da Roma alla terza Roma avente come tema Le città dell’Impero da Roma a Costantinopoli a Mosca. Fondazione e organizzazione, capitale e province. Alle 12 concerto in Piazza del Campidoglio della Banda della Polizia Locale in divisa storica, nei municipi sono previsti concerti di diversi gruppi bandistici militari.

stemma legionario

Nel pomeriggio, alle 16.00, nella Sala degli Arazzi del Palazzo dei Conservatori dei Musei Capitolini aprirà i battenti la mostra Gli autografi michelangioleschi ritrovati: La Cleopatra e il Sacrificio d’Isacco. Sempre il giorno del compleanno riapre il Roseto Comunale, luogo romantico e suggestivo, con i suoi oltre mille specie di rose da tutto il mondo.

Alle 23.30 in ambito di Eterna#2017:il compleanno di Roma tra arte, concerti e street food, la notte sulle sponde del laghetto dell’Eur diventa La notte dei desideri: chiudi gli occhi e sogna. Lancio di palloncini, si può prenotare il proprio scrivendo a info@eternacompleannodiroma.it.

corteo torico

Sabato, alle 18.00, concerto Tributo a William Kentridge del coro del Teatro dell’Opera, a un anno dall’inaugurazione del fregio dell’artista sulle banchine del Tevere. Domenica 23 si parte dalle 9 tutti al Circo Massimo, dove il Gruppo Storico Romano ha organizzato una mostra fotografica, alle 10.00 cerimonia di apertura Commissio Feriarum, a seguire Oratoria di Mecenate, alle 11.15 partirà il Corteo Storico, fino a Piazza del Campidoglio dove l’imperatore Adriano saluterà e benedirà i sudditi dell’impero, passando per via dei Fori Imperiali dove sarà deposta una corona di alloro alla statua di Traiano.

Alle 15.00 si torna al Circo Massimo dove fino alle 17.30 potremo assistere a suggestive esibizioni dei gruppi di ricostruzione storica e alle 17.30 alla rievocazione della conquista della Dacia. Auguri di Buon Compleanno, Roma.

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I Fori dopo i Fori ovvero il quotidiano dopo l’antichità

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I Fori Imperiali, cuore pulsante dell’antica città di Roma, sono da sempre oggetto di interesse storico-archeologico, posti sotto la lente di studiosi e grande sito di ricerca.

L’area, infatti, non ci racconta solo delle vestigia della grande Roma, ma narra molto di più. In questa zona, nell’arco degli ultimi 25 anni, sono stati rinvenuti dei veri e propri tesori, consistente in reperti tra cui pezzi unici, che hanno gettato una luce nuova su cosa accadesse tutti i giorni nei Fori Imperiali durante il periodo medievale e moderno.

Roma oltre Roma, potremmo dire. Può dare un senso particolare pensare a questa città come altro rispetto alla storia classica, che in tutto il mondo conoscono.

Ceramiche, sculture, monete, oggetti di uso quotidiano e destinati al culto religioso, la maggior parte dei quali ancora mai esposti, compongono la mostra I Fori dopo I ForiLa vita quotidiana nell’area dei Fori Imperiali dopo l’antichità, ospitata nei Mercati di Traiano e che potremo ammirare fino al 10 settembre 2017.

Sopra i resti dei Fori nei secoli si sono stratificati altri reperti e testimonianze della vita, che in essi si conduceva.

Già prima dell’Anno Mille in tale area sorgevano nuclei abitati e piccole chiese. Lo scenario subisce un ulteriore cambiamento alla fine del XVI Secolo, quando iniziano i lavori, promossi dal cardinale Michele Bonelli, per la realizzazione del Quartiere Alessandrino, così chiamato dal soprannome del cardinale.

Arriviamo agli anni 30 quando Benito Mussolini decide di aprire Via dei Fori Imperiali, radendo al suolo le case e le chiese del quartiere, cancellando così secoli di storia e di vita con tutto il suo portato anche in termini artistici.

Tutto ciò viene ricostruito grazie ad un viaggio, che si incentra, appunto, su 310 reperti archeologici, tra i quali ci sono oggetti prodotti nelle botteghe locali e/o appartenuti agli abitanti.

Questo percorso inizia con una parte introduttiva – che racconta ai visitatori le trasformazioni subite dai Fori dall’antichità, passando poi per il periodo fascista, fino ai cantieri per del Grande Giubileo -, composta di pannelli didattici e un video.

A seguire si arriva alla prima delle 4 sezioni in cui è articolata la mostra: Gli oggetti della vita quotidiana, divisa in periodi, che si lega alla seconda, I vasai del Rinascimento; la terza sezione è dedicata a Gli abitanti famosi.

Il percorso si chiude con la storia delle costruzioni religiose: Chiese e conventi.

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La mostra si può visitare tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30, la biglietteria chiude un’ora prima. Per i residenti a Roma e la prima domenica del mese l’ingresso è gratuito.

Il costo del biglietto integrato museo + mostra “I Fori dopo i Fori. La vita quotidiana nell’area dei Fori Imperiali dopo l’Antichità” intero è di € 13,00, mente ridotto scende a € 11,00.

Per i cittadini residenti nel Comune di Roma è necessario esibire un documento valido, che attesti la residenza, e il costo del biglietto diventa pari a € 11,00 quello intero e a € 9,00 il ridotto.

I Mercati di Traiano si trovano in Via IV Novembre, 94.

Tutte le info sul sito istituzionale dei Mercati di Traiano

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Aperto a Roma il Museo Leonardo da Vinci Experience

Il 16 febbraio è stato inaugurato a Roma, in via della Conciliazione a due passi da San Pietro, il nuovo museo permanente dedicato al genio di Leonardo Da Vinci.


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Il LEONARDO DA VINCI experience, con spiccata vocazione didattica, propone al pubblico riproduzioni delle opere progettate da Leonardo, che si possono vedere da molto vicino e toccare con mano, lungo un percorso multimediale di cinque sale espositive in cui immergersi. Sala I: Sala delle macchine del volo & dell’Ultima cena, qui possiamo ammirare i disegni dei progetti delle macchine per il volo umano e diverse riproduzioni, tra cui il famoso “elicottero”.

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Nella stessa sala campeggia una copia a dimensione reale del Cenacolo, o Ultima Cena, tra i più conosciuti dipinti del genio toscano. In esso vi sono ancora dei misteri non svelati: chi siede alla destra di Gesù, la Maddalena o Giovanni Battista? Che gesto è quello di San Pietro? Chi stringe il pugnale? Passiamo alla Sala II: Sala della macchine da guerra, dove ci aspettano la Bombarda, la Catapulta, la Mitragliatrice a Ventaglio con dodici canne disposte a semicerchio, che poteva essere regolata sulla distanza da raggiungere.

C’è anche la prodigiosa Camera degli Specchi: otto pareti di specchi per vedere un oggetto a trecentosessanta gradi senza muoverlo. Sala III: Sala della prospettiva, dedicata alla musica con tra gli altri il Flauto Doppio e per quanto riguarda l’ottica, il Prospettografo e il Proiettore. Sala IV: Sala dei principi, la Molla, lo Studio di Catene per la Bicicletta, la Scavatrice da Trincea, per collegare il fiume Arno al mare, le nostre pinne ovvero il Guanto logoPalmato, il Crick conosciuto anche come Martinetto e il Salvagente.

Sala V: Galleria pittura, ospita 22 opere (“falsi d’autore”), tra cui La Vergine delle Rocce nelle due versioni, i cui originali si trovano al Louvre di Parigi e alla National Gallery di Londra, la Dama con l’Ermellino, una rivoluzione nei ritratti, il Ritratto di Dama (La Belle Ferronière), il Ritratto di Musico di ispirazione fiamminga, la Madonna dei Fusi, l’Annunciazione, con la prospettiva alterata per via della collocazione cui era destinato il dipinto, e naturalmente La Gioconda.

Il Museo si trova in via della Conciliazione, 19 ed è aperto tutti i giorni dalle 09.00 alle 19.00. Il biglietto intero costa € 12,00, dai 5 ai 15 anni, invece, si paga € 10,00.

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Tutte le info potete trovarle sul sito istituzionale del Museo Leonardo da Vinci.  

Un’occasione da non perdere per grandi e piccoli, per ammirare manoscritti, codici, 23 tele, 50 macchine perfettamente funzionanti, grazie i quali conoscere e toccare con mano il genio di Leonardo da Vinci cui molti oggetti e strumenti di oggi sono ispirati.

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Roma, Carnevale cinematografico a La Rustica

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In quel del Quartiere La Rustica, zona Est della Capitale, ultimo baluardo del nuovo Municipio Roma V, ex VII, incastonato tra via Collatina e via Tiburtina, si rinnova anche quest’anno la tradizione del Carnevale, una tradizione che coinvolge tutta la Capitale da secoli.

Fino ai primi anni ’90 era il Comitato di Quartiere La Rustica a promuovere la festa, con le vie delle varie zone del Quartiere che si univano nella realizzazione dei Carri, che poi sfilavano nel corteo mascherato.

Il testimone venne poi raccolto dall’Associazione Culturale Vivirustica, che costruiva il carro e organizzava il corteo, che la domenica successiva si ripeteva a Tor Sapienza, partecipando alla storica iniziativa Carnevale e non solo, altro importante appuntamento carnascialesco di Roma Est.

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Nei primi anni del Secolo nuovo la tradizione del Carnevale rusticano non è certo venuta meno, seppur rinnovata nei promotori, fin quando l’Associazione Il Grillo Parlante ha raccolto questa eredità.

Ed eccoci all’oggi. Sabato 25 febbraio 2017 torna in piazza il rito, che coinvolge bambini e genitori, adulti e anziani, famiglie e associazione e organizzazioni del Quartiere. La novità consiste, e non è poco, nella collaborazione tra un numero assolutamente maggiore di organizzatori.

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Infatti, oltre ai Grilli, con il Patrocinio del Municipio Roma V, si sono uniti realtà del privato sociale, Una Famiglia per Te e Nuove Risposte, sempre partecipe come Voci e Suoni dei Periferia (Banda Rustica), la storica associazione Vivirustica, rinnovata nel logo e nel direttivo, Team Drivers, il Corso di Disegno e Pittura diretto dalla pittrice Daniela Melli, altra istituzione del quartiere, e la Biblioteca Popolare Liber Liber, cui vanno aggiunti il Roma Club 1990 Frecce Tricolori e la Polisportiva La Rustica.

Torna anche il Comitato di Quartiere La Rustica, recentemente rinnovato nell’organizzazione e nella presidenza, tra i promotori.

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Tutte organizzazioni note e meno note che operano da sempre o più recentemente a La Rustica, che si sono unite per una iniziativa che vuole essere sempre più bella.

La scelta del tema per le maschere e il carro è: Divertiamoci con il Cinema. Come sempre Daniela Melli si è messa a disposizione per aiutare grandi e piccoli nella creazione dell’abito a tema da indossare nella sfilata in maschera, che animerà le vie di La Rustica.

L’appuntamento, come di consueto, è in via Dameta 18, fronte la Casa delle Associazioni Lucio Conte, alle ore 14.30, da cui partirà il corteo che seguirà il Carro, il tutto accompagnato dalla musica de LaRusticaXBand, per raggiungere il Centro Anziani Vito Federici, in via Casal Bordino, dove alle 16.00 circa si rinnoverà l’augurale rogo del Re del Carnevale (meglio noto ai rusticani come La Pupazza).

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Poi tutti nel salone grande del Centro Anziani, dove anche quest’anno le danze degli abituali frequentatori lasceranno spazio ad una festa per i più piccoli, animata dallo staff de Il Coccodrillo Innamorato.

E se la pioggia volesse rovinare la festa? Niente paura, la festa si farà ugualmente, con appuntamento alle 15.30 al Centro Anziani. Niente può fermare il Carnevale a La Rustica. Chi lo ha detto che La Rustica, Tor Sapienza, sono solo sinonimo di degrado?

Ecco il percorso della sfilata: partenza Via Dameta 18, dritti per Largo Corelli, poi si svolta a destra per Via de La Rustica, verso il Parco Fabio Montagna, da lì si gira in via Aretusa e si risale per Via Atessa, si percorre un breve tratto di Via Vertunni per poi salire verso il Centro Anziani.

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Il Carnevale Romano

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Eccoci giunti al mese di febbraio, a cavallo tra le festività di Natale e la Pasqua, tra inverno e primavera.

Questo mese è anche sinonimo spesso, in base all’inizio della Quaresima ovvero in base a quando cade il mercoledì delle Ceneri, di Carnevale che quest’anno inizia secondo il calendario cattolico domenica 12, quando ha inizio il Tempo di Settuagesima o Tempo di Carnevale.

Secondo le regole della Chiesa Cattolica è il periodo di preparazione alla Quaresima, e ha termine con il Martedì Grasso, 28 febbraio, per il cosiddetto Rito Romano.

Mentre a Milano, dove si segue il Rito Ambrosiano, Carnevale termina quattro giorni dopo. I giorni clou della festa sono Giovedì Grasso, il 23 e appunto Martedì, il 28.

Le manifestazioni per il Carnevale di fatto hanno avuto inizio domenica 5.

Venezia, Viareggio, Cento, Fano, Putignano, sono certamente le località che ospitano le più rinomate sfilate di carri di carnevale.

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Carnevale di Tivoli

Anche il Lazio si difende bene in merito a tradizioni carnascialesche, con Frascati, Tivoli, Velletri, Pontecorvo, per restare nei pressi di Roma, Civita Castellana e Ronciglione, nella Tuscia, Frosinone per quanto riguarda la zona Sud della Regione.

E questo solo per citarne alcuni tra i più popolari di questa parte di Italia.

E nella Capitale?

Forse non tutti sanno che c’è stato un tempo in cui i festeggiamenti erano molto sentiti e partecipati, e dove gli eventi erano certamente di grande effetto, e coinvolgevano tutti i ceti.

Prima di andare a vedere quali sono gli appuntamenti per quest’anno, facciamo un breve salto nel passato.

Carnevale era già in voga nel Medioevo, dove i festeggiamenti duravano non oltre due giorni, giovedì grasso e domenica. Papa Martino V aggiunse un ulteriore giorno, per la caccia dei tori a Testaccio e in Agone, cui la nobiltà romana prendeva parte con cortei sfarzosi e carri allegorici.

Paolo II Barbo, nel XV Secolo, festaiolo e gaudente, prolungò ulteriormente la durata dei festeggiamenti del Carnevale a nove giorni.

Da Testaccio spostò alla via Alata, ribattezzata via del Corso, le corse, stabilendo a Piazza San Marco l’arrivo, dove si era fatto erigere un palazzo. Il lunedì gareggiavano gli ebrei, con partenza dall’arco di Portogallo. I ragazzi correvano il martedì, con partenza da San Marcello. Agli uomini toccava invece il mercoledì, dall’Arco di Portogallo, lungo via del Corso che oggi non esiste più.

Il palio degli asini si svolgeva sabato e quello dei bufali il martedì.


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Si svolgevano anche tornei di cavalieri, di cui una variante era il gioco dell’anello, il cui scopo consisteva nell’infilare con la lancia un anello e così un recipiente pieno di acqua si rovesciava sul cavaliere.

Al Monte Testaccio, all’epoca al confine sud-ovest e poco abitato, si svolgeva la ruzzola de li porci, abolita da Clemente I nel 1667. Successivamente diverse fonti parlano di cambiamenti apportati al calendario delle corse. Infatti si parla della partecipazione di persone con zoppi, nani, deformi.

Nel giardino di Palazzo San Marco, il giovedì grasso, il pontefice offriva un banchetto al Senatore e alla nomenclatura e nobiltà romana.

Sempre a lui si deve l’avvio dei festeggiamenti carnascialeschi con un magnifico corteo di maschere, avente a tema gli Eroi greci dell’Olimpo, in linea con la tendenza culturale dell’epoca, cui si aggiungevano fauni e amorini, ninfe, nonché un omaggio alla grandezza di Roma e del papa re.

Ed era quest’ultimo che ogni anno, con un editto, autorizzava il programma dei festeggiamenti presentato dalla magistratura romana.

Negli anni santi niente Carnevale, così come nel 1829 quando morì Leone XIII.

Dobbiamo tener presente un altro motivo di soppressione dei festeggiamenti era dettato da motivi di ordine pubblico. Il girare mascherati permetteva facile circolazione di sovversivi ecco che quando venivano prese decisioni impopolari, diversi papi decidevano di non far svolgere i festeggiamenti, inventando scuse. A travestirsi erano in molti.Le maschere erano di cera o di cartapesta. Di notte per motivi di sicurezza era proibito girare mascherati.

Anche gli appartenenti agli ordini religiosi potevano festeggiare, solo all’interno del proprio convento. Le monache di clausura potevano travestirsi con gli abiti dei propri confessori.

I festeggiamenti si chiudevano il Martedì Grasso con la Corsa dei Moccolotti.

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Corsa dei Barberi

Si correva portando candele o lumini tentando di spegnere la fiamma dell’altro. Abolita la corsa degli storpi, l’evento principale del Carnevale diviene la Corsa dei Barberi, ovvero cavalli berberi, imponenti e nerboruti. Si svolgeva ogni giorno, poco prima del tramonto. I cavalli venivano lanciati senza fantino da Piazza del Popolo, dove venivano montate delle tribune, e correvano fino a Piazza Venezia. Qui veniva steso un telone per frenare la corsa. Era compito dei barbareschi, mozzi di scuderia, tentare di riprendere i cavalli gettandosi tra di loro. Il premio consisteva in un drappo di stoffa preziosa e ricamata, la cui spesa era sostenuta dagli ebrei, e veniva consegnato al proprietario dell’equino. Dai balconi e ai lati di via del Corso la folla seguiva l’evento, non senza problemi di sicurezza vista la ristrettezza della strada.

Per questo motivo papa Alessandro II nel 1665 fece demolire l’arco del Portogallo. Re Vittorio Emanuele II pose fine alla corsa a seguito del decesso di un ragazzo che perse la vita nell’attraversare incautamente, nel 1874.

Con la fine della Corsa dei Barberi finì anche il Carnevale Romano. Per tutto il XX secolo non si registrano eventi carnascialeschi a livello cittadino mentre si sono moltiplicate le iniziative nei singoli quartieri, alcuni divenuti ormai tradizionali.

Gli ingredienti sono un tema cui attenersi per le maschere, una sfilata in costume per le vie del quartiere, dei carri artigianali e una festa finale, magari con l’augurale rogo della pupazza o del pupazzo.

Qualcuno di noi sarà certo coinvolto nell’organizzazione e nella preparazione, magari addirittura nella costruzione di un carro. Se è così e ci segnalate il “vostro carnevale” e ce lo raccontate, non indugeremo nel darne notizia.

Otto anni or sono è rinato il Carnevale Romano, grazie all’iniziativa di associazioni, artisti e semplici cittadini. Per quest’anno non v’è ancora notizia. Restiamo fiduciosi.

Stiamo pur tranquilli che le occasioni per ricordare e festeggiare non mancano di certo. Oltre quelli di Roma, alcuni riportati su www.060608.it, ci sono i carnevali entrati ormai nella tradizione, appuntamenti fissi.

Uno di questi è il Carnevale Tiburtino, sette sfilate a partire dal 12 con chiusura Martedì Grasso, animeranno i festeggiamenti della città di Tivoli, organizzati da Idee Creative con il Comune di Tivoli e l’Assessorato alla Cultura. Carri, cortei storici e sfilate in maschera. Grande festa finale la domenica, al centro di Tivoli, con concerto e dj set.

Il Carnevale Tiburtino ha origine alla fine del ‘500, vale a dire da quando il Cardinale Ippolito D’Este  stabilisce definitivamente la residenza a Tivoli, all’epoca una piccola cittadina abitata dal clero e da contadini, dove l’antico ceto nobile si era impoverito e dove la vita era semplice. Il Cardinale invitò a Tivoli personaggi nobili del tempo per i festeggiamenti del Carnevale, con sfilate di carri allegorici.

Subito dopo l’unificazione dell’Italia i tiburtini presero l’abitudine di festeggiare, oltre che con balli già in uso nelle famiglie nobili, con carri allegorici che montavano figure di carta pesta. Erano fatti talmente bene che richiamavo molte persone durante le sfilate. Le popolane si sfidavano in gare di tamburellate, tanto che proprio il tamburello divenne lo strumento del Carnevale Tiburtino.

Ed erano questi duelli a stornellate che aprivano il 17 gennaio le feste. In precedenza teatro del carnevale era vicino alla Cattedrale, in quella che oggi è piazza Domenico Tani, importante centro del commercio tiburtino, dove veniva bruciato il Carnevale, un pupazzo di carta pesta. Il giorno dopo si espiavano i peccati carnevaleschi con la cerimonia delle ceneri.

Nell’attuale Piazza del Plebiscito, allora Piazza della Regina, il falò si sposta dopo il 1870. Con la guerra il Carnevale si ferma, per riprendere dopo il 1933 con l’avvento al potere del fascismo che tutto controllava e gestiva. La storia ci ha riportato quanto questo regime tendesse alla retorica della grandezza e non fu di meno per il carnevale, compreso il nostro.   

Associazione Culturale Il Segreto di Aladino

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Roma domenica 19 febbraio raccolta rifiuti ingombranti nei Municipi dispari

Prossimo appuntamento per la raccolta dei rifiuti ingombranti, questa volta nei Municipi dispari, sarà per domenica 19 febbraio quando torna l’iniziativa Il tuo quartiere non è una discarica, manifestazione promossa da AMA insieme al TGR Lazio.

Quindi, dalle 8.00 alle 13.00, i cittadini potranno gettare i loro rifiuti ingombranti nei 5 Centri di Raccolta aziendali, nelle 10 Ecostazioni mobili, che verranno allestite per l’occasione proprio per i rifiuti ingombranti (quali ad esempio cucine, mobili, reti, materassi, divani, scaffali, ecc), apparecchiature RAEE elettriche ed elettroniche (lampade, computer, TV, stampanti, cellulari, elettrodomestici, ecc).

 

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Inoltre, i 9 centri di Raccolta fissi, che sono ubicati, invece, nei Municipi dispari, rimarranno attivi ed aperti alla popolazione seguendo il loro consueto orario domenicale.

Maggiori dettagli potete trovarli sul sito istituzionale dell’AMA oppure chiamando direttamente il numero verde dell’AMA 800.867035, i cui operatori rispondono dal lunedì al giovedì dalle 8.00 alle 17.00 e il venerdì dalle 8.00 alle 14.00.

 

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